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Carsulae sito archeologico

“I comandanti delle schiere di Vespasiano, essendo giunti a Carsulae, , si presero alcuni giorni di riposo, fino a quando non li avessero raggiunti le legioni con le loro insegne. Il luogo scelto per accamparsi era piacevole, per il vettovagliamento sicuro e per la sua ampia visibilità, con fiorentissimi municipi posti alle sue spalle ….”
Historiae di Tacito III, 60

Questa breve descrizione di Carsulae, tratta dalle Historiae di Tacito, sintetizza quelle caratteristiche del paesaggio che, oggi come nel passato, colpiscono il visitatore appena giunto a Carsulae, città romana probabilmente sorta nel III a.C., poco dopo l’apertura della Via Flaminia.
Se la presenza dell’importanza dell’arteria stradale favorì la nascita dell’insediamento, la bellezza del luogo e la presenza di copiose sorgenti di acque salutari diedero un notevole impulso allo sviluppo del centro, che assunse la connotazione di stazione climatica e termale.
La naturale vocazione di Carsulae fu ulteriormente potenziata nel corso della grande ristrutturazione imperiale, forse già sotto il principato di Augusto, e conclusa nel corso del I sec. d.C. In quel periodo il centro ricevette il suo assetto definitivo, con la costruzione del nuovo foro e la creazione all’interno della città di aree “specializzate”: tra queste assumo particolare rilievo il settore degli edifici da spettacolo (teatro e anfiteatro) e le terme, che, insieme a tre monumentali cisterne, sottolineano l’importanza rivestita dall’acqua nella vita della città, forse anche come vera e propria risorsa economica.

 carsulae sito archeologico

 

1 La Via Flaminia
Carsulae si trova sul ramo occidentale della via Flaminia, che attraversa la città in senso nord – sud e coincide con il cardo maximus. Il tratto urbano della strada è pavimentato con basoli e, all’altezza dell’ingresso al foro, incrocia il decumanus maximus, percorso con orientamento est – ovest, che conduce agli edifici per spettacoli.

2 L’Impianto Termale di Carsulae
Attualmente non in vista, occupa l’estremità meridionale del nucleo urbano. Gli ambienti sono di complessa definizione: uno è absidato e ha restituito tracce di suspensurae.

3 La Chiesa dei Santi Cosma e Damiano
Datata nel suo complesso all’XI secolo, riutilizza in parte un edificio preesistente e presenta un diffuso reimpiego di materiale edilizio di età romana, come quello del portico.
Il portale è sormontato da una lunetta marmorea con un bassorilievo: al centro del campo decorativo una croce greca e , disposti ai lati, animali e due figure umane con le teste nimbate, forse identificabili nei santi titolari della chiesa. All’interno, sulla parete di fondo, affreschi con scene di carattere sacro.

4 Gli Isolati e le Tabernae di Carsulae
Di fronte alla Chiesa dei Santi Cosma e Damiano e tra questa e la basilica emergono una serie di ambienti, alcuni comunicanti. Stipiti, soglie di porte e tratti murari sono quello che resta di due complessi edilizi, forse con prevalente funzione abitativa e riferibili ad una fase di vita anteriore a quella imperiale della città.
Di uso commerciale, invece, le tabernae, adiacenti al complesso edilizio di fronte alla chiesa dotate, in origine, di copertura a volta e bancone di vendita in pietra.

5 La Basilica
Questo edificio, con principale funzione di tribunale giudiziario, appartiene al foro, nonostante si collochi sul lato opposto rispetto alla via Flaminia, ed è databile alla prima età imperiale. Oggi sono riconoscibili solo i plinti dei pilastri, che dividevano l’aula principale in tre navate, e, sul fondo, un vano trasversale più stretto e con abside al centro.

6 Il Foro di Carsulae
La piazza forense, aperta ad ovest del tratto urbano della via Flaminia, era inquadrata sul lato orientale da due archi monumentali quadrifronti, di cui uno parzialmente ricostruito. Sul lato meridionale sopraelevato, si conservano i podi, rivestiti di lastre di pietra rosa, di due templi gemelli, con accesso da una scarpinata, in parte ricostruita: l’assenza di riscontri epigrafici rende difficile l’identificazione delle divinità venerate. Sul lato settentrionale sono allineati quattro edifici rettangolari absidati: il maggiore è correntemente interpretato come la curio (sede del senato municipale), quelli minori come le sedi d’attività politiche o amministrative collaterali. In evidenza tracce della decorazione marmorea.

7 La Cisterna Antiquarium
A Carsulae sono state identificate quattro cisterne: due a nord e a monte dell’impianto termale (di cui una riconvertita in Antiquarium), le altre rispettivamente a nord dell’anfiteatro e a sud del teatro. Testimonianza della capillarità dell’approvvigionamento idrico a Carsulae anche un pozzo – cisterna in una zona marginale ad ovest della città.

8 L’Arco di San Damiano
E’ la porta d’ingresso a nord del centro urbano di Carsualae: conserva solo il fornice centrale dei tre originari e tracce degli incassi della decorazione architettonica e del rivestimento. La sua costruzione dovette avvenire in concomitanza con gli interventi di restauro della via Flaminia e con il programma di monumentalizzazione della città, avviato in età augustea.

9 I Monumenti Funerari
Tre monumenti funerari, appartenenti a personaggi o famiglie emergenti nella comunità cittadina, sorgono fuori dei limiti della città. Due, restaurati, sono di cronologia compresa tra il I secolo a.C. ed il I secolo d.C.
- uno è del tipo a tamburo circolare su zoccolo quadrangolare, ha un coronamento a merli e presenta, all’interno, sei mura radiali;
- uno è del tipo a torre su zoccolo quadrangolare, il corpo cilindrico presenta lucernai, sopra i quali corre un fregio dorico, la copertura è a capsule.
Un altro monumento, forse del tipo a edicola, conserva unicamente il basamento a pianta quadrata e parte del recinto.
A breve distanza una tomba a cassone con sarcofago in piombo, conteneva i resti di una fanciulla.

10/11 L’Anfiteatro e il Teatro di Carsulae
Gli edifici per gli spettacoli si trovano nella zona orientale della città.
L’anfiteatro, costruito in parte dentro una depressione carsica, è stato scavato interamente solo nella metà settentrionale: sono stati messi in luce gli accessi all’arena, di cui i due principali aperti lungo l’asse maggiore, il muro del podio e gli ambulacri per raggiungere la cavea.
Le proposte di datazione avanzate per il monumento non si discostano dal I secolo d.C.
Il teatro, interamente costruito sopra terra, appartiene ad una fase di poco anteriore a quella dell’anfiteatro.
Il complesso della scaena conserva tracce dell’originaria tripartizione della fronte con un nicchia semicircolare al centro e due rettangolari ai lati mentre un muro, anch’esso articolato in nicchie, separa il palcoscenico dall’orchestra, quest’ultima collegata all’esterno attraverso due passaggi laterali in leggera pendenza.
La cavea era sostenuta, nella parte meridiana e in quella superiore, da quindici vani voltati e dalla copertura dell’ambulacro su cui questi si affacciavano: al di fuori del corridoio un avancorpo percorso da scale consentiva di salire ai settori più alti.
Incerta l’interpretazione dell’edificio porticato, che sorge a nord del monumento.

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